Giulia Cecchettin è la 105esima vittima di femminicidio nel 2023.

E’ un conto che si ripresenta ogni anno e che non considera le violenze psicologiche e fisiche subite da tante donne.

Ogni anno si cercano le responsabilità: nella famiglia, nella società, nella scuola, nelle istituzioni.
Ogni anno si propongono soluzioni per dare risposte.

Eppure eliminiamo da tutti i discorsi il concetto di colpa.

Anche le responsabilità e le soluzioni che cerchiamo vanno a coprire o lasciare da parte i colpevoli: gli uomini violenti.

La responsabilità – si dice- è di chi non li ha fermati.
La responsabilità è, invece, degli uomini che non si sono fermati.

La soluzione – sempre-  è chiedere alle donne di denunciare, di fuggire, di nascondersi.
La soluzione è, invece, imporre a tutti di isolare, denunciare, condannare gli uomini violenti.

Cambiamo prospettiva perché conta anche come affrontiamo la violenza di genere.

C’è un retropensiero che investe solo le donne della decisione di uscire da una spirale difficile da spezzare. Braccate dalla paura, dal giudizio, spesso dalla preoccupazione per il futuro dei figli.

Spostiamo sugli uomini violenti l’obiettivo della nostra reazione.

Elena Cecchettin, ennesima parente di una vittima, sta cambiando il modo di rispondere alla violenza di genere.

Ci dice che la matrice culturale da sradicare è quella maschilista e patriarcale. 
“Non importa come è vestita, non conta se ha scelto di interrompere una relazione, non decidi tu il suo destino.” Questo è il messaggio per ogni uomo.

Ecco perché oggi, 25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne sono gli uomini che devono prendersi le responsabilità. Tante e in momenti che sembrano anche trascurabili.

Un’alzata di spalle per un commento sessista, un sorriso per una battuta fuori luogo, un “Avrà frainteso”. 

Tutto ciò finisce con l’assuefazione alla frase “Le donne devono denunciare”, come se la violenza di genere sia un fatto accettato e quindi accettabile.

Oggi cambiamo la nostra reazione.
Vale nei confronti di un figlio, fratello, amico o collega.

Fermiamo, isoliamo, condanniamo e denunciamo ogni forma di violenza sulle donne ma dobbiamo farlo tutte e tutti. Sempre.

Jacopo Brunati 
Segretario Circolo PD “N. Bobbio” di Novate Mil.se 

Categories:

Tags: